Uno psicologo rivela perché dimenticare le cose è normale

15 Febbraio 2026

Nel vortice della vita quotidiana, dimenticare piccoli dettagli può apparire come un segno di debolezza mentale, ma in realtà si tratta di un fenomeno assolutamente normale. Secondo gli esperti, la nostra memoria non è progettata per trattenere ogni singolo ricordo, ma piuttosto per adattarsi, filtrando informazioni che possono rivelarsi superflue o poco significative. In questo contesto, viene naturale chiedersi: perché dimentichiamo?

Il funzionamento cerebrale e la memoria

Il cervello umano opera attraverso processi cognitivi complessi che influenzano la nostra capacità di ricordare e dimenticare. La dimenticanza non è un errore, ma un’opera deliberata del cervello, che sceglie di scartare le informazioni meno rilevanti per rendere più efficiente l’apprendimento. In situazioni di stress o affaticamento, ad esempio, è molto comune dimenticare eventi o nomi, perché la nostra attenzione è distolta da altre pressioni quotidiane.

I benefici della dimenticanza

Contrariamente all’immaginario collettivo, dimenticare può avere dei benefici. La normalità del dimenticare offre spazio per nuove informazioni e esperienze, rendendo la nostra mente più flessibile. Ricordiamo i momenti che ci colpiscono di più, mentre gli altri svaniranno naturalmente, consentendoci di evitare il sovraccarico cognitivo. Inoltre, dimenticare qualcosa di traumatico può essere un meccanismo di protezione del nostro benessere psicologico.

Cosa influisce sulla memoria?

Diversi fattori possono influenzare la nostra memoria. La frequenza di richiamo e il contesto emotivo in cui apprendiamo un’informazione giocano un ruolo cruciale. Alcune situazioni o immagini emotivamente cariche tendono a essere ricordate meglio. Al contrario, dettagli insignificanti o appresi in momenti di distrazione possono facilmente sfuggire alla nostra memoria.

  • Stress: Può portare a una riduzione dell’attenzione e della capacità di concentrazione, aumentando la probabilità di dimenticanze.
  • Fatica: Il sovraccarico mentale può ostacolare la nostra capacità di richiamare le informazioni.
  • Emozioni: Le emozioni forti possono influenzare positivamente o negativamente la qualità della memoria.

L’importanza della consapevolezza

Essere consapevoli dei propri processi di apprendimento e del modo in cui il cervello gestisce le informazioni è fondamentale. Riconoscere che dimenticare fa parte della vita può alleviare l’ansia associata all’oblio. Importante è anche praticare tecniche di rilassamento e migliorare la propria capacità di concentrazione, per favorire un’ottimizzazione della memoria.

Quando la dimenticanza diventa preoccupante?

Solo quando le dimenticanze diventano invalidanti e influenzano in modo significativo la vita quotidiana, potrebbe essere utile consultare un psicologo. Alcune condizioni come l’ansia o la depressione possono apportare disturbi cognitivi, rendendo più difficile il processo di ricordare. In questi casi, è fondamentale affrontare l’aspetto psicologico per migliorare il benessere complessivo.

La memoria è pertanto un mosaico di esperienze, emozioni e selettività. Dimenticare è un atto di selezione, necessario per non sentirsi sopraffatti. Abbracciare questa normalità consente di vivere in modo più sereno, e di affrontare la vita con una mente aperta, pronta ad accogliere nuove esperienze.